In passato l’ufficio era un luogo freddo. Tutti gli inverni i datori di lavoro erano obbligati a verificare la temperature sul luogo di lavoro. Il minimo è stato stabilito per legge.
Gradualmente, l’ufficio si è riscaldato e la legge è diventata sorpassata. Nuove luci, nuovi caloriferi poi i computer, tutti hanno contribuito ad un cambio di temperatura permanente. Poi però, gli impiegati in ufficio erano testimoni di un nuovo illecito, una nuova versione del vecchio crimine di sfruttamento in ufficio.
In Inghilterra gli uffici non sono stati costruiti per affrontare il troppo caldo. L’aria condizionata non è mai stata considerata una installazione standard negli uffici (quello era un’altra paese). Dunque, i condizionatore d’aria portatili sono stati introdotti negli uffici a poco a poco, da appaltatori specializzati il cui lavoro è più quello di revisionare gli apparecchi da incasso. Hanno adottato programmi di marketing di basso profilo, che, come le leggi, sembravano più del 1880 che del 1980.
Poi un giorno, è arrivata qualcuno di nuovo in città. Un’azienda importante nel settore delle manutenzioni dei palazzi, W.C. Youngman, stava cercando di modificare la stagionalità del suo business di noleggio di caloriferi, che era troppo dipendente della stagione invernale. L’idea era che un nuovo mercato, per il noleggio di air conditioners, poteva essere creato attraverso il lancio di un brand potente, smentendo tutte le vecchie regole del marketing industriale, rivolgendosi direttamente al consumatore finale.
Il risultato è stato uno nuovo brand per gli impiegati e i loro capi: tutti e due vittime del troppo caldo in estate, con la consequenziale riduzione di produttività. Forse la legge non ha ancora preso in considerazione il nuovo “crimine” di abuso di temperature in ufficio, ma qui a Londra, ispirato da Philip Marlowe, è arrivata una nuova forza contro questo abuso: Heatbusters (Le schiaccia-caldo).
È stato disegnato un nuovo fumetto, legando tutti mezzi di comunicazione – dalla metropolitana in città al marketing diretto in ufficio, dai fazzolettini rinfrescanti alle crime story alla radio. Anno dopo anno, questa storia ha vinto dei premi. È nato un nuovo leader industriale, un nuovo brand per i consumatori. E alla fine, il brand Heatbusters è stato venduto con una plusvalenza quasi criminale.
Clienti, impiegati, azionisti – tutti si sono uniti come tifosi di Heatbusters.
Lo specialista di branding responsabile del lancio di Heatbusters si è convinto che se una storia ben raccontata poteva riscrivere il libro del marketing industriale, avrebbe funzionato per qualsiasi mercato. E dunque, lui ha partecipato alla creazione di una agenzia di consulenza che si chiama brandstory.
