Sembrava che la Terra avesse spostato il suo asse. Regnava il talento. I giovani erano diventati più numerosi dei vecchi. Si poteva anche diventare un eroe della working class.
Peter Blake ha trasformata la copertina di un album dei Beatles in vera arte. Antonioni ha trasformato la vita di un fotografo in “Blow Up.” Mary Quant ha preso in prestito i vestiti dalle spalle di Bridget Riley. E, per la prima volta, un parrucchiere dell’ East End di Londra è diventata una vera celebrità.
E’ stata una nuova era di cultura popolare, dove Twiggy sfilava, Bailey scattava e Sassoon tagliava. Eppure la fama e l’influenza del parrucchiere nel suo mondo sono durati molto di più delle sue acconciature geometriche. Legandosi alle passerelle, Vidal Sassoon si è legato anche a uno spostamento tettonico nella società.
Nell’arco di due decenni, si è trasformato da parrucchiere, a celebrità e infine a brand. I prodotti che portavano il suo nome si vendevano bene e le sue operazione di licensing hanno attraversato il globo. Tutto è filato liscio fino a quando i ricordi dei suoi dettami in fatto di moda si sono indeboliti.
Poi un giorno, venticinque anni dopo che Vidal ha visto per la prima volta le luci della ribalta, una galleria d’arte ha proposto una retrospettiva dei suoi lavori, immagini storiche che culminavano in passerella. Un’agenzia di pubblicità giovane ha trasformato la storia in un film e il brand Sassoon ha ripreso a pavoneggiarsi.
E mentre le vendite riprendevano, anche la leggenda si rianimava. Molti approfittavano da questa ripresa, dal London Fashion Week a Procter & Gamble. Anche oggi in Giappone, dove la storia della moda e il brand è ancora raccontata con entusiasmo, Vidal Sassoon è più popolare che qualsiasi altro brand internazionale. Un documentario della sua storia fa parte ancora della formazione della forza vendita in azienda. Con gli impiegati e con i clienti di tutto il mondo questa storia – dell’eroe di working class che ha definito “i capelli come moda” - ancora tocca un nervo scoperto.
Il pubblicitario che ha riportato il brand Vidal Sassoon in passerella è diventato il consulente di branding e, con altre storie di questo genere, ha creato brandstory.
